Farandola Associazione Culturale |
Dalla Trieste mitteleuropea dei primi del '900 attraverso il fervore culturale milanese della seconda metà del XX secolo, un violino intraprende il suo viaggio per diventare, oggi, il punto d'incontro fra musica, teatro e poesia. Lo strumento è quello appartenuto ad Albertina Ferrari, madre di Giorgio Strehler, e apprezzata violinista allieva di Jeno Hubay.
Andrea Jonasson Strehler, con l'intento di ridar voce a questo violino, riunisce quattro musicisti provenienti da differenti esperienze musicali internazionali, grazie alle quali hanno potuto collaborare con interpreti quali Maazel, Barenboim, Chung, Gergiev, Abbado, Carmignola, Bogdanovich, Rostropovich, Brunello, Vernikov, Rossi, Lucchesini, Masi e molti altri.
In ricordo del grande regista, delle sue radici culturali e del suo amore per l'arte dei suoni, il giovane quartetto d’archi si propone di conciliare la tradizione interpretativa dell'immenso patrimonio musicale mitteleuropeo con l'idea del “bel canto”, fiore all'occhiello del teatro d'opera italiano al quale Giorgio Strehler ha dato un immenso contributo.